Luce

La luce è per un fotografo come l’aria che respira. Tutti i fotografi sono ladri assetati di luce, in costante ricerca delle più disparate fonti di luce.
La luce deve colpire la superficie del sensore o della pellicola per poter catturare un’immagine. La quantità di luce che colpisce la superficie sensibile è controllata dalle impostazioni di esposizione della fotocamera: una combinazione di ISO/ASA, velocità dell’otturatore e apertura; ma questo non basta comunque a descrivere il suo effetto su di noi. La luce può presentarsi sotto forma di luce solare, luce della luna, lume di candela, lampade, lampi, lucciole e flash, ma senza un po ‘di luce di qualche tipo, una fotografia non può essere scattata.

Ci sono fonti di luce dure, come un riflettore, e ci sono sorgenti di luce soffusa come le nuvole fluttuanti di una giornata nuvolosa. Ci sono fonti di luce a temperatura fredda come un lucernario invernale al mattino e fonti di luce calda come una lampadina a incandescenza di una lampada al tungsteno. Tener conto della temperatura di colore di una fonte di luce è fondamentale e deve essere ben selezionato nelle impostazioni di bilanciamento del bianco della fotocamera. Il modo in cui una fotografia è illuminata è essenziale per un’immagine efficace.

Piccole quantità di luce possono creare drammaticità; grandi quantità di luce possono letteralmente rivelare l’invisibile.

La pellicola ed il sensore digitale è latente (vuoto) fino a quando la luce non viene esposta ad esso, creando un’immagine. Ogni fotografia ha bisogno di luce per esistere, da cui il termine “immagine latente”.

I fotografi valutano continuamente la luce per trovare qualità drammatiche, narrative e poetiche, aspettando la luce giusta o creandola da soli. L’uso di luce sempre disponibile come il sole richiede di aggirare la sua intensità durante il giorno e di cambiare i tempi di esposizione. Lavorando con l’illuminazione di uno studio, il fotografo scolpisce la luce per definire la sua visione di fotografia definitiva.

Disposizione degli esemplari
Hippolyte Bayard (Francia, 1801 – 1887)

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