Recording King Series 11 Single 0

Il fantasma di Robert Johnson si aggira spesso nel percorso formativo di ogni chitarrista, il blues infatti ci viene spesso insegnato anche quando siamo alle prime armi conto strumento. Forse perché nella sua forma primigenia viene considerato semplice da suonare. Ebbene presto ci sia accorge che non è affatto facile. Una forma così vitale, brutale e drammatica non è possibile esprimerla limitandosi a suonare il solito giro di tre accordi (la I, IV, V). Va capito, compreso, studiato e metabolizzato. Utilizzare un giro di blues per esprimere qualcosa di sé stessi è un processo necessariamente lungo e a volte non basta una vita. Proprio le condizioni di vita nelle quali si barcamenavano i neri del delta blues negli anni ’30 sono parte integrante e imprescindibile di questo linguaggio musicale. Abusi, soprusi, vessazioni, umiliazioni venivano placate con il canto e la ribellione, con quella nenia primordiale che proveniva dall’Africa. Roots, le radici. In queste storie tristi e violente si aggirano fantasmi, miti e leggende. Robert Johnson è una di queste, le sue 29 composizioni registrate sono state per anni fonte d’ispirazione per artisti di tutte le età. La sua musica viene studiata ancor oggi per la singolarità tecnica ed espressiva.

Toccare le sue composizioni significa fare un salto nel tempo, ripercorrere anni di evoluzione citaristica per arrivare all’essenziale, alle radici appunto. Significa anche rendersi conto che suonare il blues non è affatto facile.ma è un genere specie quello delle origini affatto morto come si potrebbe pensare. Ci sono tantissimi appassionati e si trovano decine di interessanti fonti bibliografiche a riguardo.

Il miglior spartito sul quale studiare a parer mio.

Basterebbe una strumento acustico qualunque per suonare blues. Ma per avere un timbro comparabile al suono delta blues anni ’30 serve una chitarra forma 0, magari in mogano. A scala corta. Lui prevalentemente suonava una Gibson L-1 del 1928 e una Kalamazoo KG-14.

Sul mercato per fortuna esistono tanti modelli che si ispirano a quel suono, che utilizzano stessi materiali e filosofia costruttiva.

Recording King è un’azienda della San Francisco bay che intelligentemente negli ultimi anni opera nella ricerca filologica e progettazione di strumenti (che poi vengono prodotti in Cina) che si ispirano a quelli anni.

Prima di provare modelli di questa azienda devo dire che mi informato e studiato tutte le proposte della altre case produttrici. Ma ho trovato una effettiva corrispondenza tra progetto, identità e valore solo nelle chitarre di Recording King. L’esperienza di prova da Tomassone Roma ha poi contribuito a farmi un’idea più precisa ed accurata.

Specialmente la serie 11 è la più interessante per via della costruzione tutta in legno massello, nel caso della 0 il top è in abete rosso mentre fondo e fasce in mogano africano. Inoltre buona cura è nel manico anche esso in mogano e i tasti sono ben posati e levigati. Selletta e capotasto in osso completano il tutto. Ho subito sostituito corde e pin di plastica con una serie in ebano.

La RPS-11-FE3-TBR è leggerissima e questo innegabilmente è un ottimo segnale di buona costruzione. Arriva senza custodia, anche perché il prezzo di listino è davvero competitivo. Occorre quindi conservarla in una buona custodia per tenerla a riparo dagli sbalzi di temperatura.

Il suono è stupefacente, pulito, secco, con attacco chiaro e preciso. Ma anche musicale, insomma è una chitarra piuttosto versatile. La presenza delle basse c’è anche se ovviamente non è questo il tipo di chitarra che possa rispondere a tutte le frequenze. Insomma i turnaround di Robert Johnson con questo strumento escono fuori una meraviglia.

Lati negativi a parte l’assenza del case non ne trovo. Di certo non è rifinita come una Gibson L-00 da duemila euro, ma il suono e la suonabilità si avvicinano davvero tanto credetemi. E mettono la freccia per quanto riguarda la capacità riproduttiva di quel suono anni ’30 che tanto amiamo e abbiamo ascoltato. Forse avrei rinunciato al Fishman ma capisco che per molti è indispensabile suonare amplificati. Credo però per questo genere musicale mantenere un profilo di suono low-fi sia essenziale e peculiare al tempo stesso.

Audio

Di seguito un paio di file audio mp3 con registratore portatile Sony ICD-UX570 (mp3, 44,1 kHz) e tanto fruscio di fondo…

Blues turnaround
Strumming

Gallery


Model:RPS-11-FE3-TBR
Body Shape:Single O
Top Material:Solid Sitka Spruce
Back Material:Solid African Mahogany
Side Material:Solid African Mahogany
Top Bracing Pattern:Scalloped X
Top Braces:Sitka Spruce
Neck Material:Mahogany
Neck Profile:C Shape
Neck Joint:Dovetail
Fretboard Material:Padauk
Scale Length:25.4″
# Of Frets Clear:12
# Of Frets Total:20
Nut Material:Bone
Nut Width:1-11/16″
Headstock Overlay:Black
Headstock Inlay:None
Tuning Machines:Open Gear, Ivoroid Button
Body Binding:Ivoroid
Rosette:Small Ring
Top Purfling:None
Fretboard Inlays:Ivoroid Dots
Fretboard Binding:None
Bridge Material:Padauk
Bridge Shape:Belly Bridge
Saddle:Bone
Bridge Pins & Endpin:Ivoroid Plastic
Pickguard:None
Finish:Ultra Thin Zero-VOC Satin Finish
Electronics:Fishman Sonitone
Color Options:Transparent Brownburst
Specifiche tecniche

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